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Incentivi e Finanziamenti per Ricerca e Sviluppo in Italia e in Europa

Una guida per definire quali sono le attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) per ricevere incentivi fiscali e finanziamenti diretti.

Definizione di Ricerca e Sviluppo

Le attività di Ricerca e Sviluppo sono quelle attività, nella maggior parte dei casi da ricondursi a PMI e startup innovative, destinate ad implementare:

  • nuovi metodi e strategie aziendali per ottenere un nuovo prodotto (innovazione di processo)
  • creare il prodotto/servizio stesso (innovazione di prodotto/servizio).

La differenza tra Ricerca e Sviluppo

  1. La fase di ricerca è ospitata spesso all’interno delle mura di un laboratorio, ed è preposta soprattutto all’ideazione e alla sperimentazione.
  2. Tramite le attività di sviluppo, o ricerca applicata, invece i prototipi teorizzati della ricerca assumono una dimensione economica e si trasformano in innovazioni materiali.

Questo è il processo attraverso il quale passano le principali innovazioni tecnologiche, adottato dalle imprese per generare nuove soluzioni al proprio interno oppure per acquisirne dall’esterno tramite processi di apprendimento (learning by doing, learning by using), l’acquisto di macchinari e nuove tecnologie (know-how), imitazioni, oppure tramite contratti di licenza o accordi di collaborazione.

In Italia, la definizione di R&S è stata più volte rivista dalle normative che si sono susseguite negli anni.

Le attività di R&S sono state quindi da ultimo classificate in tre tipi:

  1. la ricerca di base, che consiste in un lavoro sperimentale o teorico volto principalmente ad acquisire nuove conoscenze di un fenomeno o di fatti osservabili senza una particolare finalità applicativa;
  2. la ricerca applicata, che si caratterizza come un’indagine intrapresa per acquisire nuove conoscenze ma con un obiettivo o intento pratico e specifico;
  3. lo sviluppo sperimentale, che attinge dalle conoscenze realizzate dall’attività di ricerca o dall’esperienza pratica e produce nuova conoscenza finalizzata alla creazione di nuovi prodotti o processi, o al miglioramento di quelli già esistenti.

Agevolazioni e contributi europei per R&S: Horizon 2020

A livello europeo, il programma di riferimento per il sostegno alle attività di R&S è stato Horizon 2020 che, promuovendo e finanziando consorzi di ricerca tra imprese e istituzioni europee ed extra-europee, ha creato di fatto una enorme rete internazionale. L’apporto italiano nel contesto del programma, secondo la banca dati resa pubblica dalla Commissione europea, è stato di 1.881 imprese, 327 enti di ricerca, 245 enti non-profit, 161 enti pubblici e 98 università, in un panorama di 25.778 progetti attivi totali, con 30.060 partecipanti e cooperazioni tra 179 paesi diversi, corrispondenti a 139.293 richieste di partecipazione approvate dal 2014 ad oggi.

Incentivi fiscali e finanziamenti diretti per R&S in Italia

Praticamente tutti gli stati europei hanno avviato autonomamente un processo di revisione delle politiche fiscali a favore di chi (imprese, università e centri di ricerca) si muove su percorsi di innovazione. Molti stanno inoltre implementando strumenti di ingegneria finanziaria per il sostegno dell’accesso al credito di supporto agli investimenti finalizzati all’innovazione.

La competizione tra i Paesi europei è forte e si sta giocando proprio sulla scelta dei mezzi e dei modi di regolamentare le agevolazioni fiscali. Sono strategie disegnate per attrarre un maggior numero di finanziamenti in R&S sul proprio territorio dall’interno e/o dall’estero.

Due in particolari sono le tipologie di strumenti adottati:

  • incentivi fiscali
  • finanziamenti diretti.

La tendenza è incentivare la R&S nelle società che sorgono sul proprio territorio, con tutti i mezzi messi a disposizione dalla finanza ordinaria e agevolata e dalla tassazione, per aumentare la competitività e il proprio peso sul mercato europeo, ma anche per accrescere parallelamente la coesione transazionale fra imprese in un’ottica di Open Innovation sul piano globale.

I Paesi europei che offrono alle imprese la più ampia scelta di incentivi per gli investimenti in ricerca e sviluppo sono Francia, Regno Unito e Olanda.

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO

L’Italia ha puntato su di un piano meno articolato rispetto alle colleghe europee ma certamente ha avuto un grande impatto l’introduzione del Credito d’Imposta sulle attività di Ricerca e Sviluppo, grazie al quale  le PMI  che investono in attività di Ricerca e Sviluppo, indipendentemente dalla loro forma giuridica, accedono ad un’agevolazione fiscale sotto forma di Credito d’Imposta del 50%, fino a 20.000.000 di euro annui, per le spese incrementali rispetto al triennio 2012-2014 in attività di Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale.

Tra gli strumenti che sono stati ideati per il supporto alle attività di R&S rientrano inoltre:

  • Super Ammortamento
  • Iper Ammortamento
  • Patent Box

Affiancati da un Fondo di Garanzia per lo sviluppo della media impresa e altri incentivi per il deposito di brevetti e marchi.

Per un approfondimento su questi strumenti rimandiamo all’articolo “Decreto Crescita 2019: nuove misure fiscali per la crescita economica e il rilancio degli investimenti”.

Gli incentivi per le attività di Ricerca e Sviluppo in Europa

REGNO UNITO

Per quanto riguarda il Regno Unito, si è fatto ricorso ad un sistema di Superdeducibilità al 230% (o 130% a seconda della dimensione aziendale) per i costi relativi alle attività di R&S sostenuti nell’arco di un triennio, ovvero costi tenuti per personale qualificato e per consulenza, per l’acquisto di software, macchinari e materiali specializzati e specificamente dedicati alle attività R&S. È stata inoltre prevista  un’esenzione del 45% sull’investimento iniziale e del 100% sulla futura plusvalenza da cessione per chi investe nel capitale di start-up ad alto rischio. Ampio è stato il ricorso al credito d’imposta e a un articolato pacchetto di investimenti pubblici, per incentivare i traguardi d’innovazione delle imprese, attraverso i cosiddetti «catapults center», poli specializzati in specifici settori innovativi. Ma solo l’8% degli operatori dell’industria manifatturiera del Paese comprende a pieno come far ricorso ai processi relativi alla quarta rivoluzione industriale per trarne benefici, nonostante il 59% degli operatori di settore riconosca che questi processi avranno forti ripercussioni sulla crescita aziendale.

OLANDA

L’Olanda ha scelto di privilegiare il prelievo ad aliquota ridotta del 5% sugli utili derivanti da attività immateriali coperte da brevetto. I Paesi Bassi hanno concentrato gli sforzi nello sviluppare partnership di natura pubblico-privata per incentivare l’innovazione. Gran parte del supporto pubblico è fornito sotto forma di incentivi fiscali automatici. Il settore green assume particolare rilevanza beneficiando di ammortamenti per investimenti nella tutela ambientale e della deduzione immediata del 36% sulle spese eco-sostenibili. Le società olandesi possono beneficiare inoltre di un credito d’imposta per l’innovazione (fino ad un massimo di € 10 milioni all’anno) per investimenti superiori a € 150.000 così attribuiti: piccole imprese 45%; medie imprese 35%; grandi imprese 25%.

FRANCIA

La Francia ha scelto strumenti simili per il suo piano denominato “Industrie de Future”. La tassazione è estremamente competitiva in ambito di R&S con previsioni di esenzione fiscale temporanea per le start-up innovative e le nuove imprese. Il Patto per la crescita, la competitività e l’occupazione (Pacte pour la croissance, la compétitivité et l’emploi) mira a fornire alle società che operano in Francia i mezzi per riposizionarsi in modo efficace e sostenibile nel mercato. Si aggiungono gli incentivi per chi investe in queste società, tra cui l’esonero degli utili distribuiti ed un regime agevolato per le plusvalenze basato sul periodo di detenzione delle partecipazioni (abbattimento del 50%, 65% o 85% a seconda che la partecipazione sia detenuta per un periodo superiore rispettivamente a 1, 4 o 8 anni), accesso a un credito agevolato per le PMI, e un pacchetto di misure ad hoc per le imprese innovative in generale. Non manca il credito d’imposta del 30% dei costi sostenuti per la ricerca tecnica e l’alta specializzazione fino ad una soglia di 100 milioni di euro e del 5% sull’eventuale eccedenza. Inoltre, il credito maturato, riportabile in avanti per un massimo di tre esercizi, se non utilizzabile diventa rimborsabile. L’ammortamento è del 140% per gli acquisti di macchinari 4.0, ma solo per le imprese di piccola dimensione. Ed è prevista un’esenzione dalle imposte locali dirette (contributo economico locale, imposta fondiaria) in molte regioni del paese, per la creazione o l’espansione di imprese industriali.

GERMANIA

Nel quadro europeo la Germania si attesta come outsider. Ha preferito infatti i finanziamenti diretti alle agevolazioni fiscali, al contrario della maggior parte degli altri paesi. Nel suo programma rientra la possibilità di erogare fondi diretti alle imprese attraverso la partecipazione a bandi ad hoc, o anche grazie a finanziamenti agevolati della KFW (l’equivalente della nostra Cassa Depositi e Prestiti). Con una strategia classificata come d’eccellenza, il governo federale ed i Lander incentivano la ricerca universitaria di alto livello e, al contempo, con il «Patto per la ricerca e l’innovazione» supportano la competitività del sistema scientifico, agevolando la Fondazione di ricerca tedesca (DFG) e la Fraunhofer society, l’Helmoitz association, la Max Planck society e l’Associazione Leibniz, ovvero le principali organizzazioni di ricerca non universitarie. Gioca un ruolo fondamentale anche l’esenzione dall’imposta sui redditi per gli investimenti in venture capital, che vige solamente per le società residenti in Germania attive nella R&S. Nella repubblica federale gli investimenti che superano il milione di euro sono ulteriormente agevolabili, è infatti prevista un’esenzione del 40% degli interessi. Non vi sono invece il credito d’imposta R&S ed i super-ammortamenti su nuovi investimenti in beni strumentali.

 

ASSISTENZA PER IL CALCOLO E RICONOSCIMENTO DEL CREDITO D’IMPOSTA SULLE ATTIVITÀ R&S

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