Nuovo Piano Transizione 4.0

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Quali sono le principali misure a sostegno di Industria 4.0 e le novità per il prossimo biennio

nuovo piano transizione 4.0 2021-2023

Il Piano Industria 4.0 (poi diventato Impresa 4.0 e infine Transizione 4.0) è un pacchetto di misure e incentivi per le imprese che investono nella trasformazione dei processi produttivi in ottica 4.0.

Con un comunicato del 18 novembre 2020, il MiSe ha annucciato un pacchetto di investimenti di circa 24 miliardi di euro.

I Crediti d’Imposta previsti dal Piano sono prorogati al 31 dicembre 2022, ma alcune misure produrranno effetti fino a giugno 2023, come spiegheremo meglio tra poco.

Che cos’è il Piano Transizione 4.0

In Italia, il primo piano a favore di Industria 4.0 è stato presentato a settembre 2016 nella legge di Bilancio 2017.

Sono state previste una serie di misure e agevolazioni per incentivare investimenti in attività di ricerca, sviluppo e innovazione con l’obiettivo di accelerare la quarta rivoluzione industriale e aumentare la competitività delle imprese italiane attraverso l’introduzione di apposite tecnologie.

Il piano successivamente rinominato Piano Impresa 4.0 è andato oltre l’ecosistema strettamente industriale e manifatturiero.

Si è tradotto in un mix di incentivi per supportare l’evoluzione delle tecnologie digitali e di automazione in sistemi smart per l’ottimizzazione dei processi produttivi di una vasta platea di imprese italiane.

Nella legge di Bilancio 2020 la quarta rivoluzione industriale è sostenuta dal nuovo Piano Transizione 4.0.

È una nuova politica industriale più INCLUSIVA e attenta alla SOSTENIBILITÀ con una maggiore attenzione all’innovazione, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica. 

Questo articolo è stato aggiornato, seguendo le novità man mano introdotte sia da governi passati che dall’attuale.

Tra le ultime novità:

  • il 28 maggio 2020, il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0, la nuova politica industriale italiana per sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid. Il Piano prevede risorse per 7 miliardi di euro dirette alle imprese che puntano su innovazione, investimenti green, ricerca e sviluppo, attività di design e innovazione estetica, sulla formazione 4.0.
  • Infine dal 16 novembre 2020 entra in azione il nuovo Piano Transizione 4.0, potenziato per il rilancio dell’economia nel post-Covid 19. Sono previste infatti nuove misure come prima azione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, collegato cioè al Recovery Fund. Le norme entrano in vigore già dal 16 da novembre 2020 e agiranno fino a giugno 2023.

Le novità introdotte dal nuovo Piano Transizione 4.0

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il Piano Transizione 4.0 è stato quindi potenziato per il prossimo biennio, prevedendo nuove aliquote maggiorate per i crediti d’imposta, nuovi massimali e nuove finestre temporali di validità.

Nuova durata delle misure

Il nuovo Piano Transizione 4.0 entra in vigore dal 16 novembre 2020 pur essendo parte della manovra 2021.

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020

Il MiSe specifica inoltre che:

È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Vediamo le principali misure del Piano Transizione 4.0 e le novità introdotte.


 Che cos’è l’industria 4.0?
tecnologie abilitanti industria 4.0
Industria 4.0: quali sono le Tecnologie Abilitanti
Una definizione di Industria 4.0 non può non far riferimento alla Quarta Rivoluzione Industriale.

In questa fase stiamo sperimentando un nuovo paradigma, l’Industria 4.0, ovvero una industria che prevede l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. La connessione tra sistemi fisici e digitali è al centro dei progetti di R&I e sono fondamentali le analisi complesse attraverso Big Data e gli adattamenti real-time



 

1. Credito d’imposta Beni Strumentali

Dal 2020 ha sostituito Iper ammortamento e Super ammortamento, configurandosi come un credito d’imposta per agevolare gli investimenti in beni strumentali.

In particolare, si riferisce all’acquisto di beni strumentali all’esercizio aziendale (prima riconducibile al super ammortamento) e di piani di digitalizzazione (prima riconducibili all’iper ammortamento).

I beneficiari sono le imprese di qualsiasi dimensione e settore residenti in Italia, comprese le startup e i professionisti anche in regime forfettario. Possono accedere all’agevolazione anche e stabili organizzazioni di soggetti non residenti.
Per saperne di più visita la guida al Nuovo Credito d’Imposta Beni Strumentali.

Cosa cambia per il prossimo biennio con il nuovo Piano Transizione 4.0

Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno
  • Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno
  • È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali
  • Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente
Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali e immateriali)
  • Solo fino al 31/12/2021, è previsto un incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) 
  • Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile
  • Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022
Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali 4.0)
  • Per spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022
  • Per spese superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022
  • Per spese superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022
Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni immateriali 4.0)
  • Incremento dal 15% al 20%
  • Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro

2. Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica, Attività Innovative

È una misura dedicata a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di innovazione di processi, prodotti e servizi. In particolare, si riferisce agli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in transizione ecologica e innovazione digitale 4.0 o in altre attività innovative inerenti al design e all’ideazione estetica.

Possono richiederlo tutte le imprese residenti nel territorio italiano, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale, che effettuano gli investimenti sopra indicati.

Per quanto riguarda gli investimenti in attività innovative inerenti al design e all’estetica possono richiedere il relativo credito d’imposta tutte le imprese che operano nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobili e arredo e della ceramica.

Per maggiori approfondimenti leggi il nostro articolo sui Crediti d’Imposta R&I 2020

Cosa cambia per il prossimo biennio con il nuovo Piano Transizione 4.0

Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo
  • incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro
Credito d’ Imposta Innovazione tecnologica
  • incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni
Credito d’Imposta Innovazione green e digitale
  • incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni
Credito d’Imposta Design e ideazione estetica
  • incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni

3. Credito d’imposta formazione 4.0

Utilizzabile sulle spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0.

L’agevolazione viene riconosciuta a tutte le imprese di qualsiasi tipo, forma e dimensione, ricomprendendo anche i soggetti formatori.

Per approfondire, scopri di più nell’articolo sul Credito d’Imposta Formazione 4.0 2020

Con il nuovo Piano Transizione 4.0, Il credito d’imposta formazione 4.0:

  • viene esteso alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori
  • È esteso fino al 31 dicembre 2022

Altre misure a sostegno di Innovazione e Ricerca di startup, PMI e grandi imprese

4. Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini o Bonus Bei Strumentali facilita l’accesso al credito delle imprese per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica ad uso produttivo e tecnologie digitali come hardware e software, con il fine di accrescere la competitività del sistema produttivo.

Si rivolge a tutte le MPMI con sede sul territorio nazionale.

Per conoscerne tutte le novità consulta il nostro articolo su Nuova Sabatini 2020

5. Credito d’imposta per manifestazioni fieristiche internazionali

Anche se non strettamente collegato agli ambiti tecnologici, questa misura sostiene la compettitivà delle imprese italiani all’estero, attraverso un credito d’imposta per le spese di affitto di spazi espositivi e le spese per le attività pubblicitarie e di promozione connesse alla partecipazione delle imprese alle manifestazioni fieristiche internazionali.

Si rivolge a tutte le PMI.

6. Patent Box

È un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni, nonché di processi, formule, ecc.

La tassazione agevolata mira a attrarre in Italia investimenti nazionali ed esteri, incentivare la collocazione ed il mantenimento dei beni immateriali delle imprese italiane in Italia e favorire gli investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo.

Si rivolge a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che presentino redditi che dipendono dall’utilizzo di beni immateriali di cui sono in possesso o in licenza.

Infine, nell’ambito di Ricerca e Innovazione, possono essere di sostegno per gli investimenti delle imprese in ottica 4.0.

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